Il lek, l'unica moneta ufficiale
La moneta del paese è il lek. È l'unica ad avere corso legale, ed è quella in cui sono esposti i prezzi appena si esce dalle zone più turistiche. Una stranezza spiazza i visitatori: spesso i prezzi vengono annunciati in «vecchi lek», un'abitudine ereditata da una riforma monetaria, che produce cifre dieci volte più alte. Quando un numero sembra assurdo, di solito è questo.
L'euro passa, ma vi costa
Nelle zone turistiche di Saranda e Ksamil molti esercizi accettano l'euro. Applicano però il proprio cambio, che non sarà mai quello di mercato, e il resto spesso torna in lek. Pagare in euro è quindi comodo e sistematicamente più caro. Accettabile per togliersi d'impaccio, cattiva abitudine su una settimana intera.
La carta: dove passa e dove no
Hotel, ristoranti strutturati e supermercati prendono la carta senza problemi. Piccoli bar, spiagge, taxi e negozi di paese funzionano a contanti. La regola che evita guai: non uscire mai la sera contando solo sulla carta, e tenere da parte i contanti per il taxi del ritorno. È quello che manca più spesso alle quattro del mattino.
Prelevare sul posto invece di cambiare prima
Il cambio fatto a casa prima di partire dà quasi sempre un tasso peggiore di un prelievo sul posto. Allo sportello, due riflessi: rifiutare la conversione proposta dallo schermo, che applica un cambio sfavorevole, e preferire un prelievo grosso a tanti piccoli, perché le commissioni fisse si ripetono a ogni operazione. Questi due gesti bastano a risparmiare la maggior parte di quello che di solito si perde.
